Home page -Comunicazioni Questo blog non rappresenta un testata giornalistica e non viene aggiornato periodicamente – raccoglie opere © di francesco zaffuto – ed è collegato in rete con i blog:

Diario di volo, 27 marzo 2015


Quel desiderio di risposte certe e gli abissi della mente dell’uomo
eppure non abbiamo altro che la mente dell’uomo
il prodotto di tante immagini e di tante storie
sedimentate
e accatastate  nei meandri della memoria.
Abbiamo fondamentalmente bisogno di aiuto
per non diventare mostri a noi stessi
Abbiamo bisogno di guardare negli occhi di un altro uomo
specchiarci per ritrovarci anche nel buio


francesco zaffuto

dalla raccolta Parole nel tempo

I Turisti, la Tunisia e la Pace

In giro un po’ sudati, con la macchina fotografica a tracolla, a volte criticati per alcuni aspetti consumistici, per l’essere superficiali o per l’eccesso di attenzione verso ruderi cadenti, eppure i turisti sono il simbolo della Pace.  Il loro passeggiare per il mondo ci mostra un mondo che vuole dimenticare la guerra, che vuole la pace e che può realizzare la pace.
I tunisini possono vantare una tradizione di ospitalità e chi ha ucciso i turisti ha voluto colpire i tunisini nel senso della fratellanza, generare inimicizia e guerra.

Uccidere un turista é uccidere l’ospitalità, la fratellanza, e la Pace. (f.z.)

da Parole nel tempo
Immagine: una famigliola di turisti a spasso (da internet)

La morte


La morte

I miei dialoghi con te silenziosa
il continuo interrogarti
la mia immagine rivota
gli anni macinati
il cadere stanco della mano ripensando
Poi il correre
di nuovo fuori a cercare
la vita
ed ecco il vomitare di un’indigesta prassi
So che tornerò a parlarti

Dicembre 1976


Immagine - dal film  il settimo sigillo di Ingmar Bergman

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978),  chi vuole 
Chi vuole ordinare la raccolta in forma di libro clic su raccolta di poesie “Scritti selvaggi”

1978 ad Antonio Saldarelli e Ciro Lettieri

C ronaca – Poco prima del Natale 1978 avevo letto la notizia della morte sul lavoro di due ragazzini napoletani, erano morti con la testa schiacciata. Era come se non fossero passati cento anni, da quando i ragazzini lavoravano nelle miniere di zolfo in Sicilia

1978 ad Antonio Saldarelli e Ciro Lettieri

1978 vigilia di Natali e capu d’annu                 
e puntu e a capu                                                     
a capu di munnu                                                    

Du picciriddi                                                            
bianchi  di nivi aspittavanu                                  
lu virdi di na troffa d’erba                                    
ora durminu cu li testi scacciati                           

Li carusi di la surfara                                           
nun currinu cchiù cu la testa china di petri          
stannu  ‘n capu la luna                                            
talianu luntanu lu munnu ‘ngustiatu                      

1978 vigilia di Natali e capu d’annu                   
e puntu e a capu                                                   
a capu di munnu                                                

 1978 vigilia di Natale e capo d’anno/e punto e a capo/ a capo del mondo
Due ragazzini/ imbiancati dalla neve aspettavano/ il verde di un ciuffo d’erba/ora dormono con le teste scacciate/
 Li carusi della zolfara/non corrono più con la testa piena di pietre/  stanno sopra la luna/ guardano lontano il mondo angustiato
 1978 vigilia di Natale e capo d’anno/e punto e a capo/ a capo del mondo

dicembre 1978

Immagine – foto d’epoca – li carusi che lavoravano nelle zolfare siciliane (trasportavano con delle ceste le pietre di zolfo appena estratte dalla miniera)

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978),  chi vuole 
Chi vuole ordinare la raccolta in forma di libro clic su raccolta di poesie “Scritti selvaggi”

Poeti


Poeti

Ci sono tanti poeti
nascosti  e vergognosi dentro gli armadi
o stesi come bianche lenzuola di lavandaie
Ogni uomo è un cerchio
che si racchiude o si tende
per una parola
sta nudo
cercandola
come dopo una fredda notte
un raggio di sole


giugno 1978 – marzo 2009

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978),  chi vuole 
Chi vuole ordinare la raccolta in forma di libro 
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immagine: raggio di sole tra nubi (da internet) 

Sputar versi

Sputar versi

Perché tanto soffrire
a sputar versi?

Ci sarà da qualche parte
un laborioso e intelligente calcolatore
Un supercalcolatore calcolato
in ogni millesimo particolare
capace di fornire versi profondi
come il più lirico degli amanti
versi impegnati
come il poeta più d’avanguardia nello slinguare

Perché tanto morire
a sputar versi?

Poeti!
Che maledetti torturatori di se stessi costoro!
Che presuntuosi esseri
che vogliono indicare il loro sentire al mondo!
Che caparbietà indegna il loro continuo innamorarsi!
E continuano a spuntare
nonostante il tossico sparso nelle città e nella campagna
Sono delle vere gramigne
Hanno la pretesa d’immortalarsi
Hanno la pretesa di essere veri uomini
e piangono come donnette su delle incomprensibili cose
Capaci di commuoversi
su un tramonto
su un albeggiare
su un mucchio di rovi
su un’aspra scogliera
Su nature
Come se il mondo potesse vivere solo d’amori
senza il bisogno delle fabbriche
degli enti
dei padroni
dei vincenti

Perché tanto morire
a sputar versi?

Novembre 1976

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978),  chi vuole 
Chi vuole ordinare la raccolta in forma di libro 
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immagine - un server di internet


La parola perduta


La parola perduta

Parlerai con loro
e ti accorgerai che non raccolgono le tue parole
guardano le tracce nel tuo volto
ascoltano il tremore della voce
fiutano l’alito
odorano
valutano il tuo abito

Mi sono perduto signori
Ci siamo perduti
Da dove si esce?  … Per favore

Gennaio 1977

immagine - Magritte - La Joconde

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978),  
Per maggiori informazioni sulla raccolta
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Parole e rose finte

Parole e rose finte

Parole come
finte rose di tela
di carta
di velo
di …
plastici fermenti

Colori
senza tatto
senza odori
senza mutamenti
eternamente instupiditi
nelle forme


marzo 1977


Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)

Per maggiori informazioni sulla raccolta
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immagine: rose finte da internet

A una ragazza


A una ragazza

Era come un filo sottile la tua voce
e le parole del poeta la facevano vibrare
come corda nel suono
Ed Eluard
e “la curva degli occhi intorno al cuore”
e mi accorgo che i tuoi occhi sono verdi
come quelli della valle che lascio
quando al mutare della primavera si avvicina il tempo del sole
Se la parola
il sesso e la guerra del mondo
non mi taglieranno la carne
correrò ancora cercando
e in quei colori riposerò il respiro


maggio 1976

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
Per maggiori informazioni sulla raccolta
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immagine - occhi verdi

A mezz’aria

A mezz’aria

Montagne
di  carta stampata in diversi caratteri
Copertine
dai lucidi colori vezzosi o sobriamente telate
Titoli
titoli
ancora titoli
Enormi  filari di sapienza
esposta in vetrine o schedata in vetusti scaffali
Analisi
analisi
interpretazioni di analisi
studi di analisi su
per
in
ma … ma
saggiamente limate
levigate
completate di riferimenti e citazioni autorevoli
E la prassi?
… la prassi?!
Un disegno a mezz’aria
Incompiuto

Dicembre 1976


Immagine: scaffali di una biblioteca

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)

Per maggiori informazioni sulla raccolta
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8 marzo 2015


8 marzo 2015: fino ad ora abbiamo avuto il maschio progresso e la femmina guerra,
aspettiamo le donne pace e speranza
http://cronachedicolori.blogspot.it/

Eclettico

Eclettico

Graffiarono a forza le mie mani nelle caverne della preistoria
per dare un’immagine di me e delle nature in cui mi dibattevo

Dalla pietra percossa e da un purpureo latte marino
sciolsi i colori per tele e mantelli

Combattei per un verso di Omero sotto le mura di Troia
e mentre il sangue si aggrumava nella polvere
tra le miglia di perdenti si dileguava il mio nome

Da pastore soffiavo in una canna intagliata
le ninfe staccandosi dalle fonti si movevano in danza
ed io vivevo nel suono dei miei stessi sogni
Tutta la mia scienza cominciò contando le notti
nella paura
e poi i giorni
il girare delle lune
e infine gli anni che si ammucchiavano nelle rughe della mia fronte

E per cotanto prezzo
posso io accettare che l’arte e la scienza fuggano da me per cavalli divisi?
E per cotanto prezzo
posso io accettare il segreto di un segreto

E graffio
graffio le pietre
e instancabilmente penso


febbraio 1976

immagine: il pittore di Magritte

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
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Come


Come

Come sono fatte le menzogne
in amore?
Sono fresche
come la rugiada del mattino
o pesanti
come il sudore che gocciola agli altiforni?
Sono necessarie?
Sono menzogne
o verità dette a mezza voce
nel timore di qualcosa di sconosciuto
che incombe nei sogni?
O il solo modo di parlare?
O il solo modo di navigare alla ricerca di una fantasia
cui sono state mozzate le ali?
Daremo in pasto il nostro amore
al tempo
e sazieremo di baci le ore
Ci difenderemo dal freddo
stretti in un abbraccio
crolleremo
crolleremo
e saremo pazzi
e la ragione ci sfuggirà
e la fantasia riprenderà le sue ali
volando per la terra e distruggendo
i veli
i drappi
le tende
liberando

gennaio 1977

immagine: Magritte - il bacio


Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)

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Il sole nella stalla


Il sole nella stalla


Il sole entrò violento nella stalla
si sciolse biondo sul suo pelo
e rese caldi gli umori della paglia
La giovane vacca mosse i suoi seni
e li prodigò alla luce in segno d’abbondanza
La luce spaziava per i corpi
illuminando e riscaldando
e tra l’acre odore di fieno
il toro cessò di pensare alle sue corna

marzo 1977


Immagine: Picasso – Il Minotauro -  incisione

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
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Linee


Linee

Ritrovare le linee in un angolo
e poi scomporle
e gli angoli diventano curve
e le curve sorrisi
e i sorrisi percorsi
I gesti delle mani accarezzano
la memoria tattile dei nostri sogni

febbraio 1977


immagine: incisione di Picasso

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978) 
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… il margine


… il margine

Lei scioglieva la natura
scoprendo mille storie e sensi
racchiusi nell’arca del suo corpo
Risvegliava
suadeva
e poi disperdeva
nel sapore della sua minuta lingua
ogni logica e ragione
Il provare
il trovare
l’incontrare
lo sciogliersi
il volare
il sì
il ma
il repentino ancora
il gioco del finire
e del ricominciare
l’affacciarsi dei pensieri
il fuggirli veloci


1977

Immagine: Gustav klimt, Bisce d’acqua II, 1904-1907

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
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Gli incompresi


Gli incompresi

A cosa mi servi?
Ora piccolo
ora grande arnese
Continui a dannarti d’essere un lavoratore precario
male utilizzato
 spesso disoccupato
e a volte chiedi stupidi trastulli
Siamo stati fatti insieme
io e te
e non ci capiamo.
Te ne andresti
per i fatti tuoi
ignorando
il travaglio dei miei pensieri
ignorando le mie idee
i miei convincimenti
Il mio continuo analizzare ti dà fastidio
Non vuoi crearti problemi di coscienza
Che razza di convivenza è la nostra!?
E’ proprio ridicola questa convivenza
Ma a volte c’imbattiamo
in eguale turbolenza
che ci sconvolge
ci empie
si sazia
e ci fa a pezzi

 marzo 1977

immagine:  Picasso – acquaforte -  il pittore e la modella - 1963

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
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vecchio amore


Vecchio amore

C’era un tempo selvaggio
dove non si parlava di te
ti si viveva
al passare delle stagioni
in magici riti
in corali momenti
Oggi
nel trionfo del civile
legiferato con il ferro
si dice tanto di te
Tu stai lì
cantato
disadattato
instupidito in un sorriso pubblicitario
Sempre scisso
diviso
sezionato
continuamente vilipeso
d’approfonditi studi

febbraio 1977

Poesia tratta dalla raccolta Scritti selvaggi di Francesco Zaffuto (1976/1978)
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immagine – Picasso L’Aubade