Home page -Comunicazioni Questo blog non rappresenta un testata giornalistica e non viene aggiornato periodicamente – raccoglie opere © di francesco zaffuto – ed è collegato in rete con i blog:

La giostra

Uomini
con un fardello più o meno grave
vanno
I forti tengono la strada
il magro carco cede il passo
sudato
senza respiro
s’accascia
cade
Guardano e passano
alcuni calpestano
Col capo senza vita
bacia la terra e muore
Ora si fermano
guardano
si commuovono
qualcuno piange
nessuno si sente colpevole
“E’ sempre stato così”
Frase fatta
d’inumana saggezza
Rea giustizia ammantata di fango
Sopportare
Una bara in paradiso
.
Poesia tratta dalla raccolta Vento da queste parti di Francesco Zaffuto (1966/1969)
Per maggiori informazioni sulla raccolta
clic su raccolta di poesie “Vento da queste parti”

eseguita la pena di morte su Troy Davis

La pena

Da qualche parte del mio paese
nelle città annerite
in campi di fango
c’è chi parla della giustizia come morte

Sento lo stridio dei denti
che allontana la pietà per l’ innocente boia

Non mi resta che cercare una fascia nera
un crisantemo bianco
e cancellarmi



francesco zaffuto


dalla raccolta Parole nel tempo

Pezzi

Camminare sempre
senza fermarsi
correre verdi piani
aride sabbie
monti

Senza fermarsi
passi
paesi
genti

Non sostare
per parlare
Solo vedere
senza guardare

Passerà il giorno e la notte
senza mostrarsi diversi

Tentativo di fuggire
oltre
i pungoli ticchettii del tempo

Vagabondare senza meta

Sognare un’isola
una radura dove fermarsi

Riposare le ossa stanche
e riprendere a sognare
un altro mondo

Poesia tratta dalla raccolta Vento da queste parti di Francesco Zaffuto (1966/1969)
Per maggiori informazioni sulla raccolta
 clic su raccolta di poesie “Vento da queste parti”

La mia fronte

La mia fronte
collina di desideri
di dirupi
di dune
di dinieghi
di disperanti
nel suo deliberare rugosamente s’aggrotta
caduco si fa l’ambire
.

dalla raccolta Altra età

A Abbastare ed Abbisognare (Non dizionario)


A

Abbastare ed Abbisognare
Lu picca m’abbasta e l’assà m’assuperchia(proverbio siciliano che può tradursi in: il poco mi basta e l’assai si soverchia)

Il proverbio può essere inteso per rabbonire quelli che hanno poco ad accontentarsi, come può essere inteso per porre un limite alla ricchezza. La misura delle cose certo varia se esse si guardano da un punto di vista individuale oppure da un punto di vista collettivo. Ma si può individuare almeno un metodo: prima di fare l’elenco di ciò che può Abbisognare è giusto fare l’elenco di ciò che può Abbastare.

Abbastare
Abbastare, come parola, mi sembra più forte di bastare, forse per via della A posta dinanzi che gli conferisce la sonorità della primaria vocale.

Prima di abbastare agli occhi del mondo occorre abbastare a se stessi, ragionare sui propri bisogni, desideri e limiti. Si può arrivare a convenire che i bisogni essenziali sono limitati e distinguere tra bisogni necessari e quelli superflui.

Abbisognare
L’uomo sociale ed economico viene descritto come un pozzo inesauribile di bisogni, eppure l’uomo in natura ha bisogni limitati; una società attenta all’uomo dovrebbe avere cura dei bisogni necessari.

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Su abbastare e abbisognare vale la pena di leggere la Terza Satira di Ariosto, nota per alcuni versi come

In casa mia mi sa meglio una rapa

ch’io cuoca, e cotta s’un stecco me inforco

e mondo, e spargo poi di acetto e sapa,


che all’altrui mensa tordo, starna o porco

selvaggio; e così sotto una vil coltre,

come di seta o d’oro, ben mi corco.

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immagine - pomodori su un balcone

Le croste

Le croste
Lascio a chi vuole
il giorno memorabile
lussurioso di potere
salato di morte
cimentoso nei sensi
maleodorante di gloria

Carico di croste di passato
le dispongo a mosaico perenne
per ricordare
anche un solo lamento


Roma gennaio 1980
dalla raccolta Altra età

A Abbaglio (Non dizionario)

A Abbaglio


Se cerchiamo velocemente su un dizionario troviamo: errore, fraintendimento SIN svista. Qualche dizionario ci dice anche: raro, Abbagliamento, splendore abbagliante. E ancora: alterare momentaneamente la vista con luce troppo viva.
L’abbaglio allora è un errore molto particolare che può derivare dall’oggetto osservato che presenta una qualche qualità lucente; come anche derivare dal soggetto che osserva e che reggendo poco alla luce facilmente cade in confusione e chiude gli occhi immaginando realtà che non esistono.
E’ facile lasciarsi abbagliare dal bello o da ciò che percepiamo come bello, allora gli abbagli in amore possono essere tanti.
C’è un particolare abbaglio che accade in politica quando le masse cominciano a guardare all’uomo del destino, all’uomo che potrebbe risolvere tutti i loro problemi. Quell’uomo assume una particolare qualità, anzi pare possedere tutte le qualità che tu vorresti avere; anzi tutte le tue qualità che pensi di avere e che per mala sorte non riesci ad esprimere. Affidarsi a quell’uomo diventa la possibile soluzione di tutti i problemi. E da qui gli abbagli dell’umanità che la Storia ci narra. Per uscire dall’abbaglio politico spesso si impiegano diversi decenni, anche perché l’abbaglio lo avevano preso in molti. La tecnica per uscire da questo abbaglio politico potrebbe essere: cominciare a capire che tutte quelle qualità in fin dei conti tu stesso non le hai, che le qualità non si racchiudono tutte in un solo uomo e che è necessaria la faticosa collaborazione di tanti uomini per far fare un passo all’umanità.

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Immagine – l’uomo del destino – acquarello

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A Abbassarsi (Non dizionario)

un'altra parola con la A di questo Non dizionario

A
Abbassarsi



Se serve per raccogliere qualcosa è un gesto sicuramente utile.
Ma abbassarsi di fronte alla prepotenza di un superbo, di fronte a una norma ingiusta … abbassarsi per sopravvivere è un atto doloroso e umiliante.
Nell’abbassarsi ci si può irrimediabilmente spezzare, oppure rialzarsi come un giunco appena è passata la piena delle acque.
L’essere giunchi e abbassarsi di fronte a qualcosa di più forte e di più autorevole (anche per il suo portato di forza della natura o di forza divina) può essere una qualità necessaria per procedere nel proprio cammino.
I giunchi erano le uniche piante che Dante vide sulla spiaggia del Purgatorio, e Virgilio, per indicazione di Catone, cinge Dante di un giunco prima della salita del monte.
Allora abbassarsi ma solo per nuovamente erigersi.
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Immagine i giunchi sulla spiaggia del Purgatorio – acquerello

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