Home page -Comunicazioni Questo blog non rappresenta un testata giornalistica e non viene aggiornato periodicamente – raccoglie opere © di francesco zaffuto – ed è collegato in rete con i blog:

C Conoscenza (Non dizionario)


 Fermo in auto,  ad  una lunga coda, discetto sulla fine del mondo.  Ma possibile che quei buzzurri dei Maya sapessero tutto, anno e giorno?
Sono io che non so un c … !
Io che sto qui a guidare questa automobile e non so un accidenti su come funziona. Se si ferma debbo chiamare un buzzurro di meccanico che ne sa molto più di me.
 La macchina è come il mio corpo, anche di quello non so niente.  Quello sì,  che è poi complicato! Ci sto dentro dalla nascita, lo guido,  ma non capisco niente.  Ad esempio: gli accavallamenti muscolari,  perché si producono? Ho l’angoscia degli accavallamenti muscolari! Forse è una strana attenzione della mente che li produce.  Ti giri e ti si accavalla un muscolo della gamba e impazzisci di dolore; forse perché hai pensato per un attimo, in modo strano,  alla gamba.  E se ti capita con il cuore? Allora è possibile un infarto.  Lo chiederò al mio medico;   che mi dirà alcune cose che non capirò e mi raccomanderà di stare tranquillo.
Sono io che non capisco un c …! Si,  proprio un c …! Figuriamocelo quello! Si alza di notte senza alcun motivo, ti ha dato un sacco di preoccupazioni e ti ha fatto fare anche qualche figuraccia;  capriccioso e stupido. Dico bene,  quando dico che non conosco un c … !
 Eppure mi muovo come un presuntuoso. Addirittura  discetto e scrivo; ma non più con la penna e il calamaio, come mi aveva insegnato il mio maestro, scrivo ormai con il computer di cui ignoro totalmente il funzionamento. Curo un blog senza capire niente del funzionamento di internet ma ci navigo dentro e affido ad esso la possibilità di comunicare con sconosciuti che la pensano come me;  visto che difficilmente potrò comunicare con il mio vicino di casa alla prossima riunione di condominio.  Poi la mia presunta comunicazione viene bloccata da un virus, messo in giro da non so chi. Un nemico! ?  Ma neppure mi conosce. Chi è e cos’è?
Sono io che non conosco un c … ?
 Ma dai!  C’è la divisione del lavoro e della conoscenza, qualcosa almeno la conoscerai in un campo, nel tuo campo. Certo,  ho insegnato economia per  più di trenta anni;  ma di questa crisi economica, onestamente, posso dire che  capisco ben poco. Certo,  ci sono tanti economisti che blaterano, e almeno so che anche loro non capiscono un c … , eppure blaterano.
 Ma cosa so?  A mala pena qualcosa dei miei pensieri. Non come camminano nel mio cervello,  delle cui stanze nulla conosco, so solo di quei pensieri  che arrivano e su cui rifletto. I miei pensieri!  Debbo avere cura che restino pensieri  ben fluidi,  e che non si trasformino in  idee cristallizzate  appartenenti ad altri stupidi e presuntuosi come me.
 Ecco la fila si scioglie, posso riprendere la mia guida. Chissà se,  tornando a casa,  potrò appuntare questa riflessione sulla mia non conoscenza o se sarà fuggita via con i miei fluidi pensieri?  (f.z.)

Immagine – un cervello con le sue ipotetiche sezioni

Campo dei fiori



In quel campo dove veglia Giordano

sotto i suoi occhi 

un tempo bruciati dalla nebbia senza pensiero

uomini che si dicono uomini

selvaggiamente ripetono

nel rito delle appartenenze

la distruzione dell’uomo.


immagine - la statua di Giordano bruno a Campo dei fiori Roma

dalla raccolta Parole nel tempo

Palestina novembre 2012


Quando il tempo delle tue ossa è finito
Quando la terra trema
Quando il mare si gonfia
Quando la pioggia si trascina in torrenti impetuosi
Certo, si può anche morire
Ma è ben altra cosa essere bruciati
dal fuoco impietoso di un altro uomo




dalla raccolta Parole nel tempo

64 anni


Sono nato nel 1948
Facendo bene i calcoli ho 64 anni
Sono stato bambino, poi giovane, poi uomo maturo
Ora vecchio
Di solito le cose cambiano nell’età della vita
Qui no
Ce sempre stata guerra
Mentre giocavo a pallone nel cortile di casa
Guerra
Quando mi sono innamorato per la prima volta
Guerra
Quando sono nati i miei figli
Guerra
Ora che guardo i miei capelli bianchi


dalla raccolta Parole nel tempo

Autunno



Quando ero un albero
dal mio tronco cadevano foglie
gialle e rosse
tessevano soffici tappeti
e poi si accartocciavano nel fango
di un freddo e insopportabile inverno
Ho staccato le mie radici
trasformandole in piedi
pronti alla fuga
mi sono dato un’anima
e mi ha afferrato il tempo
Quando su rami si svegliano foglie
i miei capelli bianchi
mi tengono legato all’inverno
Resto nella nostalgia dell’autunno


10/11/12  - due foto scattate in un piccolo vialetto di Vimercate il 5 novembre - le parole covavano dentro (f.z.)


dalla raccolta Parole nel tempo